Vivendo e lavorando da quasi un anno in Irlanda, ci sono alcune differenze che ho notato relative al modo di lavorare e alla mentalità in generale nei posti di lavoro.

Questa curiosità mi ha spinto a fare delle ricerche sia sul territorio italiano che su quello irlandese, chiedendomi dove la gente si sentisse più felice a lavoro e soddisfatta della propria vita in generale.

I dati che sono riuscito a ottenere sono davvero interessanti!

Dobbiamo fin da subito tener conto che ci sono diversi fattori da valutare. L'ufficio statistico dell'Unione europea (Eurostat), per capire quali siano le nazioni più soddisfatte della propria quotidianità ha misurato 10 diversi aspetti: tra i più importanti ci sono sicuramente la situazione abitativa, il reddito annuo e il lavoro.

In media, i cittadini dell’Unione europea valutano con un 7,3 su 10 il loro grado di soddisfazione della qualità della vita. Tuttavia, la condizione varia a seconda della nazione di riferimento. L’Italia è poco al di sotto della media (7,2). I più felici, invece, sono proprio gli Irlandesi assieme ai finlandesi (8,4 punti).

Soddisfazione molto alta anche per Austria (8,3), Svezia (8,2), Olanda (8,1).

Dalla parte opposta della classifica troviamo invece la Bulgaria (6), Lettonia (6,6), Grecia (6,6), Ungheria (6,8), Croazia (6,9).

La sensazione che gli irlandesi siano più felici e soddisfatti rispetto agli italiani, mi viene confermata quindi anche dai dati.

Approfondendo il tema scopro che sono state fatte delle ricerche mirate anche qui in Irlanda, dove il CSO (Central Statistics Office) ha constatato con un sondaggio che l'89% degli irlandesi di età pari o superiore a 18 anni ha affermato di essere soddisfatto della propria vita e del proprio lavoro.

L'indagine si è svolta nel 2021 ed è stata concentrata principalmente sulle persone occupate, ma ha anche esaminato gli ostacoli di chi invece si ritrova disoccupato.

Il restante 11% che si è dichiarato insoddisfatto del proprio lavoro, ha citato le pressioni professionali, come dover lavorare per lunghe ore o più dell'orario contrattuale, e la mancanza di opportunità promozionali come motivi di insoddisfazione.

Anche qui in Irlanda quindi, seppur in percentuale molto più bassa, possono presentarsi situazioni demotivanti.

La cosa interessante è che l’indagine è stata svolta in piena pandemia, durante i mesi di luglio, agosto e settembre 2021, ma nonostante questo il tasso delle persone soddisfatte della propria vita e del proprio aspetto professionale è rimasto molto alto.

Le differenze principali che decretano o meno la propria soddisfazione professionale tra l’Italia è l’Irlanda sono diverse, ma tra tutte si sente spesso parlare di orari di lavoro flessibili e in linea con la propria vita privata, possibilità di fare carriera, meritocrazia nel posto di lavoro e rapporti con i manager e con i colleghi.

Questi aspetti sembrerebbero funzionare in modo migliore nel mondo del lavoro Irlandese, mentre in quello italiano si presentano ancora molte insoddisfazioni da parte dei lavoratori che oltre al lato economico danno sempre più valore a concetti umani come quelli sopra citati.

C’è un altro fattore molto importante dove l’Irlanda si trova niente meno che al primo posto nella classifica europea.

Gli irlandesi infatti sono i più soddisfatti del proprio stato di salute.

Circa l’85% della popolazione esprime un parere positivo.

Noi italiani sotto questo aspetto ci posizioniamo comunque sopra la media europea.

Questi dati mi hanno dato quindi la conferma che il fatto che gli irlandesi sembrassero più felici in generale rispetto agli italiani non fosse solo una mia impressione.

Ovviamente in ogni paese ci sono pro e contro legati a molti fattori diversi.

Non sono sicuro di poter dire che l’Irlanda sia il posto migliore dove vivere e credo che sia impossibile da stabilire un paese che lo sia, in quanto ogni persona è diversa e cerca cose diverse.

Allo stesso tempo però mi sento di dire che è un ottimo posto dove poter fare un’esperienza che possa sia accrescere il nostro lato professionale sia farci vivere qualcosa che ci evolva anche mentalmente e caratterialmente.

Ovviamente le difficoltà si riscontrano anche qui, non è tutto rose e fiori, ma ho come la sensazione, e con questi dati ne ho avuto la conferma, che far fronte a problemi e difficoltà sia un gioco diverso da quello che si gioca in Italia.

Fateci sapere se anche voi avete avuto un’esperienza in Irlanda e se avete notato queste differenze.

Finalmente il governo irlandese ha deciso di aprire ai viaggi internazionali. Che bella notizia per il settore dei viaggi studio. Dal 19 luglio è consentito viaggiare in Irlanda per motivi non essenziali.

Tutti i paesi dell'UE verranno rimossi dall'elenco obbligatorio di quarantena degli hotel, al fine di facilitare l'introduzione del Green Pass Europeo (o Covid Passport) dal 19 luglio 2021.

Ciò consentirà a coloro che sono 1) completamente vaccinati 2) che hanno prodotto un risultato negativo del test Covid nelle precedenti 72 ore, o 3) che si sono completamente ripresi dal Covid per viaggiare nell'UE. Niente più quarantena da questa data in poi.

Questa decisione faciliterà il ritorno ai viaggi internazionali e la ripresa dei settori dell'aviazione e dei viaggi studio in Irlanda e all'estero.

Il Digital Covid Certificate (DCC) dell'UE mostrà se un passeggero è vaccinato, se si è ripreso da Covid-19 negli ultimi nove mesi e se ha avuto un risultato negativo del test 72 ore prima dell'arrivo.

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